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Tridandisvami Sri Srimad Bhaktivedanta Narayana Gosvami Maharaja: Piangere per Sri Guru - 21 Ottobre, 1991, India

 



Piangere per Sri Guru - prima parte-
(dalla serie Gbc-siksa)
Sri Keshavaji Gaudiya Matha, Mathura
21 Ottobre 1991


Giriraja: Ci hai sempre detto che la nostra meditazione si esprime sotto forma di preghiera: ‘’Desidero diventare così, desidero questo sentimento e servizio'' e allo stesso tempo di non pensare di avere già una forma spirituale (svarupa). A questo proposito ci hai consigliato di leggere le preghiere del Vilapa-kusumanjali dove si dice: ‘’Vorrei decorare Radharani, servirla ecc..’’ La domanda è che nel pregare in questo modo, a volte viene la sensazione di essere noi stessi a compiere quei servizi. E’ sbagliato questo?

Srila Gurudeva: Il mio desiderio è che acquisite delle samskara (impressioni spirituali nel cuore), leggendo e pregando così. Il nostro Guru-maharaja era solito dirci: ‘Non cantate mai delle canzoni composte da altri poeti che non siano Bhaktivinoda Thakura, Narottama Thakura, Premananda das Thakura, Gauridas Pandita, Govinda das ecc.’ Le canzoni e le poesie dei devoti realmente qualificati e dei devoti siddha-mahapurusa sono quelle che dobbiamo recitare perchè loro appartengono alla guru-parampara e sono potenziati; la loro bhakti è molto elevata. Questi sono gli unici kirtana che dobbiamo fare. Se eseguiamo i kirtana scritti da queste grandi personalità, allora qualche particella della loro potenza entrerà nel nostro cuore. 

Il nostro Gurudeva era solito raccontarci una storia: un giorno Narahari Prabhu, uno dei discepoli di Srila Bhaktisiddhanta Saraswati Gosvami Thakura, non era molto erudito, ma molto sincero. Era un bravo servitore di Srila Prabhupada, tanto che i sannyasi e i devoti anziani di Srila Prabhupada, cadevano ai suoi piedi per rendergli omaggio. Anche il mio guru-maharaja, il vostro guru-maharaja e tutti rispettavano molto Narahari Prabhu. Io ho avuto la fortuna di vederlo personalmente: cantava sempre e non dormiva mai, era sempre impegnato nel servizio, a qualsiasi ora. Era conosciuto come la madre della Gaudiya Matha: se al tempio c’erano dei bambini piccoli, lui li aiutava, li teneva sulle ginocchia, li faceva dormire, gli dava il latte ecc. Alcuni bambini erano molto piccoli, e quindi di notte andava a controllare se qualcuno aveva fatto la pipì nel letto: lui puliva e curava tutti.

Nonostante non fosse un devoto erudito, persino il nostro guru-maharaja e tutti i grandi devoti, lo rispettavano molto. Anche il vostro guru-maharaja Srila Bhaktivedanta Swami, lo chiamava Narahari Da (in bengali ‘Da’ significa fratello maggiore). Un giorno Narahari Prabhu si ammalò gravemente e non riusciva a digerire più nulla, arrivando sul punto di morte. Il nostro guru-maharaja che era Vinoda Brahmacari, lo portò con se’ nell’est Bengala (ora Bangladesh), vicino al luogo dei suoi avi. Là vi era un famoso dottore ayurvedico che dopo aver visitato Narahari Prabhu, disse che se non fossero arrivati quel giorno, il devoto sarebbe morto entro poco. Il dottore prescrisse una cura a base di ghi, e il nostro guru-maharaja rispose che se avesse preso il ghi, Narahari Prabhu sarebbe certamente morto, perchè il ghi è difficile da digerire e il devoto non riusciva a digerire neppure l’acqua. Allora il dottore espose la sua teoria: ‘’Lo so, tuttavia non morirà. Nel momento in cui il ghi entrerà nel suo stomaco, la maggior parte di esso non sarà assorbita o verrà espulsa, ma comunque una minima parte di ghi rimarrà all’interno e quello sarà abbastanza per farlo sopravvivere. Gli somministrerò questa cura per 7 giorni, la mattina e la sera.’’ Perciò, poco alla volta lo stomaco veniva ricoperto di ghi e dopo 15 giorni si videro i primi risultati positivi ed entro uno o due mesi fu completamente curato. 

Vi ho riportato questo esempio per farvi capire che noi non possediamo nulla, non abbiamo la capacità di comprendere realmente quei kirtana e poesie, tuttavia quando le cantiamo qualcosa rimarrà in noi, come il ghi di quella cura ayurvedica. Di certo qualche particella si imprimerà nel nostro cuore, e quello farà la differenza e ci aiuterà. Di certo un giorno verrà un buon risultato, le samskara nel cuore si accumuleranno sempre di più, poi giungerà il desiderio intenso di compiere il bhajana come i grandi devoti. Perciò dobbiamo seguire questa linea e metodo, ma abbiate sempre molta fede e attenzione: io stesso so di non essere qualificato come questi grandi mahajana, ma comunque tutti i giorni non manco mai di cantare le loro canzoni, leggere e studiare i loro libri e ricordarli. Molte persone potrebbero dire: ‘’Leggi da così tanti anni, ma non ci sono risultati!’’ So che non sono qualificato, ma cosa posso fare? Senza leggere questi libri trascendentali non riuscirei a vivere, quindi devo continuare a leggere. Specialmente mi piace leggere tutto ciò che riguarda Krsna e le gopi. Perciò sto dando lo stesso consiglio anche a voi, di leggere, cantare e fare il bhajana: ciò creerà sraddha e delle samskara nel cuore. Avete altre domande?

Tamal Krsna: Tanti anni fa avevo avuto il desiderio di imparare a scrivere commedie teatrali. Rupa Gosvami ha scritto il Nataka Candrika, che è un libro basato sul Lalita-madhava. Perciò dovuto al mio grande desiderio di imparare a scrivere opere teatrali, iniziai a leggere il Lalita-madhava, e da quella volta ho notato che in me è rimasta sempre una traccia o un desiderio di imparare questi argomenti.

Srila Gurudeva: Riprendiamo dallo sloka di ieri. Ma prima di iniziare vorrei farvi presente una cosa. Lo sloka era: 

aty-utkatena nitaram virahanalena
dandahyamana-hrdaya kila kapi dasi
ha svamini ksanam iha pranayena gadham
akrandanena vidhura vilapami padyaih

(Vilapa Kusumanjali, verso 7)

“O Svamini! Sono la Tua servitrice! Il mio cuore brucia nel divampante fuoco della separazione. Piango ripetutamente e quindi sono completamente emaciato e debole. Non vedendo altri mezzi di guarigione, risiedo a Sri Govardhana sulle rive dello Sri Radha-kunda e supplico amorevolmente i Tuoi piedi di loto con questi versi intrisi di lamento.”


Ieri vi ho spiegato che vi sono due tipi di bhajana: uno è il canto, ascolto e ricordo dei passatempi viraha (in separazione) e l’altro è dei passatempi dell’incontro (milana). Cos’è essenziale per il sadhaka? Il sentimento necessario è il vipralambha-bhava o sentimento di separazione: ‘’Non vedo Krsna, non vedo Radhika, non riesco a vedere Vraja.’’ Nello sloka Srila Ragunatha dasa Gosvami si esprime con le parole ‘ha svamini’, e perciò indica che vi è una relazione con la sua Svamini perchè lui è una manjari (servitrice o ancella). Le gopi e i vrajavasi amano incontrarsi con Krsna, ma Krsna agisce e gioca sempre in modo tale che questi associati assaporino il sentimento di separazione. Quindi per un sadhaka è essenziale provare sempre il sentimento di separazione come Ragunatha dasa Gosvami: sia la separazione da Krsna, ma specialmente la separazione da Srimati Radhika. Egli ha anche espresso sentimenti di separazione per Rupa Gosvami e ha scritto poesie molto belle a questo riguardo. Quando Srila Rupa Gosvami entrò nei passatempi eterni e lasciò questo mondo, egli scrisse: 

sunyayate maha-gostham girindro 'jagarayate
vyaghra-tundayate kundam jivatu-rahitasya me

''Ora che non ho più il sostenitore della mia vita, la terra di Vraja è diventata vuota e desolata, la collina Govardhana è diventata come un grande pitone e il Radha-kunda appare come la bocca spalancata di una feroce tigre.’'

Ragunatha dasa prega: ‘’Prima ho perso Sri Caitanya Mahaprabhu, poi mi sono rifugiato da Svarupa Damodara e ho vissuto sempre con lui, ma anche lui è scomparso e quindi mi sono arreso a Gadhadara Pandita ma anche lui se n’è andato. Infine sono scappato da Puri e sono giunto a Vrindavana.'' Perchè dice che è scappato? Perchè ogni luogo, ogni granello di polvere di Puri gli ricordava Mahaprabhu, Svarupa Damodara, Gadadhara Pandita e tutti gli associati.

Anche il nostro Gurudeva è entrato nei passatempi eterni, ma noi al contrario, siamo molto felici in questo mondo. In qualche giorno speciale, come ad esempio la ricorrenza della sua scomparsa o apparizione, forse giunge l’opportunità di poterlo ricordare, ma in questi festival ci sono così tanti preparativi da tenerci talmente impegnati nella gestione, e quindi le possibilità di realizzare il sentimento di separazione da gurudeva, sono molto rare. Forse potrebbe scendere una lacrima quando parliamo di lui, ma potrebbe anche non scendere. Soprattutto se la festa è molto grande e partecipano molti devoti, allora non vi saranno lacrime. Ci sarà l’abhiseka, il  puja, servire mahaprasada ecc. Tuttavia dobbiamo sapere che è necessario fare qualcosa che risvegli in noi il sentimento di separazione da Gurudeva: questo è definito bhajana. I festival e tutto il resto vengono fatti per le persone in genere o gli ospiti, per chi non ha una vera relazione con Gurudeva. Ma personalmente, dobbiamo fare qualcosa che ci ispiri il sentimento di separazione. Chi proverà separazione? I devoti che si sentono in debito con Gurudeva e chi lo ha servito molto: questi devoti penseranno che gurudeva gli ha dato così tanto e si sentono eternamente in debito. Questi sentimenti giungono sotto forma di realizzazione interiore e da questa realizzazione scaturisce il sentimento di separazione. Solo così piangeremo per Gurudeva, altrimenti non sarà possibile. Non tutti i devoti raggiungeranno questo stadio: solo i servitori speciali che provano il visrambha-bhava per gurudeva (sentimento di intimità). Chi pensa: ‘’Gurudeva è molto elevato ed io sono molto degradato e caduto’, non avrà sentimenti di intimità verso il guru. Qui stiamo analizzando i sentimenti del servitore intimo del guru e del guru che a sua volta è molto compiaciuto del servizio offerto da questo servitore. In questo tipo di legame il guru non pensa neppure per un istante che lui è il suo servitore o discepolo. Il guru penserà: ‘’Lui è il mio cuore e mi è molto caro.’’ Esempi di questa relazione sono Isvara Puripada, Govinda das e altri.

Tamal Krsna: Questo tipo di relazione tra guru e discepolo è molto rara…

Srila Gurudeva: Ma è questo che noi desideriamo. Se non instauriamo e coltiviamo questa relazione non potremo piangere come Ragunatha dasa Gosvami.

Tamal Krsna: Come possiamo raggiungere questo stadio di intimità?

Srila Gurudeva: Siete abbastanza qualificati e intelligenti per raggiungerlo. Dovete pregare; avete fatto molto servizio: dovete ricordare i passatempi di gurudeva e l’affetto e la bhakti che vi ha donato. Ma nel momento in cui prevale il sentimento della sua grande misericordia e di come era così avanzato, allora verrà un altro tipo di sentimento. Se invece pensiamo a gurudeva con molto affetto e di come ci era vicino e caro, di come ci amava, allora potremo piangere per lui. Le gopi possono piangere più di Nanda Baba, Yasoda ecc. Le gopi possono piangere di più perchè la loro relazione con Krsna era molto vicina e intima, perciò anche noi dobbiamo coltivare lo stesso tipo di relazione verso Krsna, Srimati Radhika e Gurudeva e anche Rupa Manjari, Rati Manjari. Poi potremo piangere davvero per la loro misericordia. Cos’è questa misericordia? Essa giunge a noi tramite gurudeva, ma se non abbiamo alcuna relazione con gurudeva come possiamo immaginare di avere una relazione con Rupa Manjari, con Radhika o con Krsna? Tutto dipende da come abbiamo servito Gurudeva e dalla relazione che abbiamo con lui. Ogni altra relazione e realizzazione spirituale giunge sulla piattaforma del servizio al Guru. Se possiamo piangere per Gurudeva, potremo piangere per Srimati Radhika e se non riusciamo a piangere per il nostro Gurudeva, non potremo piangere per Radhika. Questa è una cosa che ho sperimentato personalmente, perchè ogni cosa che sappiamo, la sappiamo grazie a Gurudeva. 

Allo stesso modo Ragunatha dasa prima piange per Rupa Manjari: 'sri-rupa-manjari-kararcita-pada-padma’. In questo sloka Ragunatha dasa sta piangendo o ridendo? Sembrerebbe descrivere una scena molto piacevole in cui Rupa Manjari massaggia i piedi di Radhika, ma in realtà sta ricordando un passatempo già accaduto e ora prega ai piedi di loto di Srila Rupa Gosvami: ‘’Oh, ti prego sii misericordioso verso di me! Ti ho vista immersa in un sentimento speciale in cui Krsna ti aveva baciata, quando rivedrò quella scena?’’ quindi in questo sloka Ragunatha dasa offre pranama e prega Rupa Manjari.

Perciò nel verso che abbiamo analizzato ieri Ragunatha dasa Gosvami prega: 
'ha svamini ksanam iha pranayena’: Voglio avere solo per un attimo, questa realizzazione. Se anche solo per un attimo potessi realizzare questi sentimenti, allora potrei piangere costantemente.'

 Perciò, in che modo dobbiamo piangere? Caitanya Mahaprabhu ha detto:

nayanaṁ galad-aśru-dhārayā
vadanaṁ gadgada-ruddhayā girā
pulakair nicitaṁ vapuḥ kadā
tava nāma-grahaṇe bhaviṣyati
“ 'Mio caro Signore, quando i Miei occhi saranno abbelliti riempiendosi di lacrime che scorrono costantemente mentre canto il Tuo santo nome? Quando la Mia voce vacillerà e tutti i peli del Mio corpo si rizzeranno nella felicità trascendentale mentre canto il Tuo santo nome?’

Quando proveremo molto lamento che al solo canto dei nomi Hare Krsna, o Radha-Govinda, Vrndavanesvari, piangeremo incessantemente? Piangere è il nostro dharma.




Piangere per Sri Guru - seconda parte-
21 Ottobre, 1991, India




aty-utkatena nitaram virahanalena
dandahyamana-hrdaya kila kapi dasi
ha svamini ksanam iha pranayena gadham
akrandanena vidhura vilapami padyaih
(Vilapa Kusumanjali, verso 7)

“O Svamini! Sono la Tua servitrice! Il mio cuore brucia nel divampante fuoco della separazione. Piango ripetutamente e quindi sono completamente emaciato e debole. Non vedendo altri mezzi di guarigione, risiedo a Sri Govardhana sulle rive dello Sri Radha-kunda e supplico amorevolmente i Tuoi piedi di loto con questi versi intrisi di lamento.”


Srila Gurudeva: Cos’è l’utkata-viraha? Penso che solo con la misericordia di Gurudeva, della guru-parampara e di Ragunatha dasa Gosvami potremo un giorno realizzare una particella di questi argomenti. Noi preghiamo per questo, e questa è una vera preghiera. Nel momento in cui preghiamo di avere una piccola realizzazione di questo sloka dobbiamo pensare: ‘’Quando verrà il giorno in cui, cantando i Santi Nomi, ascoltando, ricordando i passatempi, tava nama grahane bhavisyati (Siksasthaka): quando verranno le lacrime agli occhi e il cuore sarà colmo di bhava o sentimento spirituale? I devoti molto fortunati potranno piangere, provare separazione e realizzare queste cose.

Ragunath dasa Gosvami continua pregando: ‘’Vorrei offrire dei fiori ai tuoi piedi di loto, ai piedi di Srimati Radhika. Questi fiori sono sotto forma di canzoni che descrivono i passatempi che ho realizzato e che ho ascoltato da Rupa Gosvami e altri Vaisnava.’’ Qui Ragunatha dasa prega pensando di essere un sadhaka ordinario, una jiva comune, ma in realtà ha espresso questa preghiera per aiutare noi sadhaka, per aiutarci ad avanzare. 

Anche Narottama Thakura scrisse delle preghiere (prarthana):

hari hari! āra ki emona daśā hobo
chāḍiyā puruṣa deha, kobe vā prakṛti hobo
duhu ańge candana porābo
''Quando, rinunciando a questo corpo materiale maschile e ottenendo il corpo spirituale di una gopi, cospargerò il corpo della Divina Coppia con pasta di sandalo? O Hari, Hari! Quando giungerà questo giorno?’'


Oh Hari! Quandro avrò l’opportunità che questo sarà il mio sentimento anche solo per un momento? Abbandonerò totalmente l’identificazione maschile del corpo materiale e mi considererò solo una gopi.

ṭāniyā bāndhibo cūḍā, nava guñjāhāre beḍā,
nānā phule gāńthi dibo hāra
''Quando sistemerò i capelli della Coppia Divina? Quando gli offrirò collane gunja e ghirlande fatte di vari fiori?’'

Lalita e Visakha chiederanno a Rupa Manjari di mandare una nuova sakhi, perchè a Krsna piace conoscere sempre nuove sakhi. Chiederanno a Rupa Manjari di portare una nuova sakhi da Krsna e Radhika e le diranno di portarGli chandana, kumkum e aguru (polpa di sandalo, polvere rossa kunkuma e il profumo di resina dell’albero aguru), capite questi termini? Le gopi hanno chiesto questi ingredienti perchè sono molto aromatici, delicati e un po’ rinfrescanti. Perciò Narottama dasa dice che li consegnerà nelle mani di Radha e Krsna.
Inoltre egli prega: ‘’Guarderò in direzione del mio gurudeva (guru-sakhi) e di Rupa Manjari per capire se sto facendo bene il servizio o se sto sbagliando qualcosa, perchè sono una nuova gopi.  Krsna e Srimati Radhika desiderano questo: se vi è qualcosa di sbagliato saranno molto divertiti e compiaciuti.

Narottama Thakura sta cantando immerso nei sentimenti interiori di gopi-manjari: ‘’Rupa Manjari vedrà che i capelli di Srimati Radhika si stanno sciogliendo, e mi chiederà di pettinarla. Perciò mi avvicinerò per aggiustarLe i capelli e poi anche quelli di Krsna. Radhika ad un certo punto farà delle smorfie e curverà la bocca perchè nel pettinarLa prova del dolore. Allora Rupa Manjari mi dirà: ‘’Cosa stai facendo? Devi pettinare con delicatezza', e prenderà il pettine dalla mia mano per insegnarmi a come servire.’’ Questo è il dovere del guru, ci insegna a servire Radhika. Poi la nuova manjari decorerà i capelli di Radharani con bellissimi fiori: beli, chameli, gelsomini e con un filo di rosse bacche gunja. Queste decorazioni floreali hanno otto tipi di colori, soprattutto la ghirlanda Vanamala. La nuova manjari aggiusta anche le ghirlande di Radha e Krsna che necessitavano di cambiare dei fiori; si tratta di un’arte raffinata perchè se qualcuno compone una ghirlanda o aggiunge un fiore alla ghirlanda, Krsna saprà chi è stato, specialmente se è stata Srimati Radhika. Viceversa anche se una gopi porta una ghirlanda a Radhika, Lei saprà immediatamente se è stata fatta da Krsna.

pīta-vasana ańge, porāibo sakhī sańge,
vadane tāmbūla dibo āra
''Quando porgerò Loro le vesti gialle? Quando, accompagnato dalle altre gopi, poserò le noci di betel nelle Loro bocche di loto?’’

Krsna ha la carnagione scura e i Suoi vestiti sono definiti ‘pita-vasana’ ovvero gialli o dorati. Narottama dasa prega. ‘’La mia guru-sakhi e Rupa Manjari mi aiuteranno e mi insegneranno a porgere i vestiti e gli ornamenti floreali nei punti corretti.''

duhu rūpa manohārī, dekhibo nayana bhari,
nīlāmbare rāi sājāiyā
''Quando guarderò la bellissima forma della divina Radharani, vestita con un abito blu?’'

Conoscete il kasturi? Radhika sul mento usa una decorazione a forma di puntino fatto di kasturi (muschio), e anche dei disegni artistici sulle guance a forma di pesce makhara, fatti col kasturi. Narottama Thakura prega: ‘’Quando disegnerò tutte queste decorazioni, porgerò uno specchio a Radhika, e io La guarderò e ammirerò la Sua bellezza.''
Nīlāmbare rāi sājāiyā: darò a Srimati Radhika un vestito blu (nilambara).’’ A volte Radhika usa un vestito rosso col corpetto blu, e a volte un vestito blu col corpetto rosso. Questo vestito blu è fatto di una stoffa molto fine e leggera.

nava ratna jari āni, bādhibo vicitra veṇī,
dibo tāhe mālatī gāńthiyā
''Decorerò i Suoi capelli intrecciandoli con ghirlande di fiori di gelsomino e fili di nove diversi tipi di gioielli infilati in un filo d’oro.’'

Conoscete la parola veṇī? Significa fiume, flusso. La treccia di Radhika è definita così e Narottama Takura dice che ha intrecciato i capelli di Radhika che appaiono come la corrente di un fiume. In questa treccia vi sono stati applicati dei meravigliosi gioielli e fragranti fiori di gelsomino (mālatī).

sei rūpa mādhurī, dekhibo nayana bhari,
ei kori mane abhilāṣa
jaya jaya rūpa sanātana, deho more ei dhana,
nivedaye narottama dāsa
''Il mio desiderio è quello di poter un giorno vedere direttamente la dolce bellezza delle forme trascendentali della Coppia Divina. Oh Srila Rupa Gosvami e Srila Sanatana Gosvami, tutte le glorie a voi. Vi prego, concedetemi questo tesoro. Per favore esaudite il mio desiderio. Questa è la preghiera che vi rivolge Narottama dasa.’'

Narottama Thakura prega Rupa Gosvami, non prega direttamente Radha e Krsna o le gopi. Quando Narottama Thakura è Vilasa Manjari allora pregherà Rupa Manjari, Lavanga Manjari, Rati Manjari e le gopi. La sua preghiera è: quando giungerà questo giorno? 
Noi che leggiamo questa canzone, certamente acquisiremo qualcosa nel cuore. Questo creerà le nostre samskara o impressioni spirituali. 

kada nu kasyam nu vipad-dashayam 
kaishora-gandhih karunambudhir nah 
vilocanabhyam vipulayatabhyam 
alokayishyan vishayi-karoti
(Krsna Karnamrta, di Bilvamangala Thakur)

''Quand'è che la mia terribile sofferenza costringerà Krishna, l'oceano di misericordia che porta la fragranza della fresca giovinezza, a focalizzare la Sua attenzione su di me guardandomi con i Suoi occhi spalancati?’'

Nel Krsna Karnamrta è stato espresso un simile sentimento intriso di forte desiderio. Il Krsna Karnamrta è stato scritto da Bilvamangala Thakura, che è un bhavuka e rasika bhakta, non un siddha-bhakta (devoto che ha già raggiunto la perfezione). Tuttavia lui possiede del forte desiderio per gli associati di Krsna definiti ragarmika-jana e per questo motivo è un devoto bhavuka. Qui esprime la separazione da Krsna e non per Radhika, perchè il suo sentimento è parziale verso Krsna (krsna-paksa), però possiede anche del gusto per Radhika perchè Krsna non è mai compiaciuto e soddisfatto se in qualsiasi preghiera non vi è il riferimento o una relazione con Radhika. Se Krsna ascolta una preghiera in cui si descrive che Lui viene servito da Radhika o che Lui stesso serve Radhika, allora sarà molto soddisfatto. Se una poesia o una canzone non ha tracce di questi sentimenti e se Radhika e le gopi non vengono menzionate, allora a Krsna non piacerà quella composizione. Perciò Bilvamangala, dal primo sloka all’ultimo, ha messo degli elementi riguardanti Srimati Radhika. Vi ricordate il primo sloka del Krsna Karnamrta? 

cintamanir jayati somagirir gurur me 
shiksha-gurush ca bhagavan shikhi-pischa-maulih  
yat-pada-kalpataru-pallava-shekharesu,
lila-svayamvara-rasam labhate jayasri

''Gloria a Cintamani, l'affascinante amante che mi ha mostrato la via dell'amorevole devozione e gloria al mio diksa guru, Somagiri. E tutte le glorie all'Essere Supremo, Sri Krishna che indossa piume di pavone sulla testa. Grazie al Suo gioco divino, Jayashri (Sri Radha) gioisce dei divini passatempi coniugali come Sua eterna amata, illuminata dallo splendore dei Suoi piedi di loto, che sono come i germogli del kalpataru (un albero che esaudisce tutti i desideri).’'

Qui vi è la parola ‘Jayasri’. Krsna è così bello. Il Suo viso è bello, i Suoi occhi sono belli, il Suo naso è bello, la Sua bocca è bellissima, le Sue mani sono bellissime. Anche i piedi di Krsna sono bellissimi, come il fiore di loto, e le dita sono come i petali del loro, e le unghie sono come brillanti gocce di rugiada o diamanti, e sul bordo delle unghie dove c’è una linea bianca, emanano raggi luminosi. Srimati Radhika compie l’arati di questi raggi luminosi delle unghie di Krsna. Noi Gaudiya Vaisnava non vogliamo ascoltare queste cose! Bilvamangala ha scritto delle metafore bellissime per quanto concerne il suo sentimento e per i devoti che aspirano a questo sentimento, ma il nostro desiderio e la nostra felicità sta nel pensare che è Krsna a fare l’arati di Srimati Radhika. Invece Bilvamangala Thakura descrive Radhika che compie l’arati come se Krsna fosse Suo marito, nel momento in cui si vedono per la prima volta quando c’è lo scambio delle ghirlande. Avete capito? Qui descrive Srimati Radhika in questo modo…

Giriraja: Dove avviene il primo incontro tra Radha e Krsna?

Srila Gurudeva: Ovunque a Vraja: Sanketa, Vrindavan, Nandagaon, Varsana..

Tamal Krsna: Hai detto che i Gaudiya Vaisnava sarebbero molto più felici nel vedere Krsna che omaggia e adora Radhika. Ma perchè Mahaprabhu ha apprezzato così tanto il Krsna Karnamrta?

Srila Gurudeva: Perchè Lui era immerso nei sentimenti di Srimati Radhika, ma cosa hanno scritto Rupa Gosvami, Svarupa Damodara e Raya Ramananda? Noi dobbiamo seguire ciò che hanno insegnato questi devoti, non possiamo seguire i sentimenti di Radhika Stessa o di Krsna. Quello non è il nostro obiettivo, il nostro obiettivo è poter servire come le manjari o come le sakhi e non come Radhika. Lei vuole sempre sentir parlare di Krsna e Krsna vuole sempre ascoltare riguardo Radhika e i Suoi nomi. Il Vilapa-kusumajali non è stato scritto per Krsna.

vrndavanesvari vayo-guna-rupa-lila
saubhagya-keli-karuna-jaladhe ‘radhehi
dasi-bhavani sukhayani sada sa-kantam
tvam alibhih parivrtam idam eva yace
(Vilapa Kusumanjali testo 1)

“O regina di Vrndavana, O grande oceano di misericordia, di gioia, di buona fortuna, di divertimenti trascendentali , di bellezza, di virtù e di giovinezza; per favore ascolta la mia preghiera. Concedimi di diventare la Tua servitrice. Ti compiacerò sempre, Tu che stai col
Tuo amato e con le Tue intime amiche. Questa è la mia promessa.”

Nel Sankalpa Kalpadrumah, Visvanatha Cakravarti Thakura prega Srimati Radhika e anche nel Sankalpa Kalpadrumah di Jiva Gosvami, egli prega Radhika, così come tutti i Gosvami La pregarono. Questa è la caratteristica speciale della nostra sampradaya. Quindi anche noi dobbiamo seguire questa via. Quando preghiamo Srimati Radhika, in qualche modo verrà anche Krsna ed ascolterà mettendosi…

Devoto: Da distante?

Srila Gurudeva: Di nascosto. Nel settimo sloka Raghunath Gosvami scrive ‘ha’ che significa ‘ahimè’, e prega con un sentimento di separazione: 'he karuna sagara', Oh oceano di misericordia, sono disperato, perché non volgi lo sguardo verso di me?” Tutti i bhakta desiderano che Krsna guardi verso di loro. Pregano Krsna di guardare verso di loro perchè non vedono Vrindavana, non vedono l’Harinama e tutti gli associati eterni.

Da un lato Raghunath das prova molto desiderio e impazienza (utkantha) e dall’altro lato  ricorda il madhurya di Krsna, le dolci glorie di Krsna, il modo in cui si muove, la Sua forma e la dolcezza della Sua misericordia, perciò Ragunatha dasa immerso in questa meditazione diventa come pazzo (unmada). Cosa significa unmada? Pazzia trascendentale. Nel sentimento di unmada si fanno cose che normalmente sono sbagliate. Non si riesce ad agire altrimenti, e questo é svabhaviki-sthiti, la naturale posizione trascendentale. Quando perdiamo la ragione e facciamo qualcosa di sbagliato, ciò é definito unmada. Non si dovrebbe salire sulle spalle di Krsna, ma le gopi possono farlo quando sono immerse nel sentimento unmada. Loro possono darGli degli ordini in base al loro volere.


Quando Krsna lasciò le gopi durante la rasa-lila, loro iniziarono a pensare ai Suoi movimenti e alla Sua bellezza e raggiunsero lo stato unmada. Continuando a pensare a Krsna le gopi divennero pazze (unmadavasta) e cominciarono a imitarLo. Tutte le gopi pensavano: “Io sono il solo e unico priyatama Sri Krsna, e tutte le gopi sono le mie  amate.” Avete capito?

Tamal Krsna: Puoi ripetere ancora?


Srila Gurudeva: Una gopi pensa: “Io sono Krsna, il priyatama (amante) e le gopi sono le mie amate.” Nel suo Ananda-vrndavana-campu, Sri Kavi-karnapura spiega perché ogni gopi pensava di essere Krsna, e di come le gopi vedevano le altre come Putana, Agasura o Bakasura. In che modo accadde? Sai qual é il significato di asakti?

Tamal Krsna: Attaccamento.

Srila Gurudeva: L’attaccamento di qualcuno non é mai diretto a qualcosa che non gli dà gusto. Cercate di capire. Dove vi è del gusto e dei sentimenti favorevoli alla bhakti (anukula bhava) si svilupperà attaccamento e tadatma-bhava, sentimento di possesso, ovvero ciò che reca del gusto nel cuore. Ma dove invece c’è un sentimento sfavorevole (pratikula bhava) non scaturirà attaccamento. Avete capito? State seguendo?


Qualcosa di sfavorevole non sarà mai l’oggetto dell’attaccamento e del ricordo, perciò le gopi non possono essere attratte al sentimento di Putana. Poiché Putana é sfavorevole per i sentimenti (bhava) delle gopi, non é possibile per loro diventare unmada e provare attaccamento verso Putana. Le gopi saranno attratte solo alle attività di Krsna. Imitare il passatempo di Putana, era come se una gopi ne sconfiggesse un’altra succhiando al suo seno (come fece Krsna bambino con Putana). Kavi Karnapura spiega che una gopi é stesa a terra proprio come lo era Putana e interpreta quella parte, ma in realtà non é una gopi. Poiché nessuna gopi accetterebbe il sentimento di Putana, le gopi che giocarono il ruolo di Putana o di altri demoni, erano manifestazioni create da Yogamaya, non erano gopi, perché non avrebbero potuto immergersi nel sentimento di Putana.

Questo é un argomento molto importante, ed é difficile comprendere la descrizione di questo passatempo leggendo il Bhagavatam. Quando é necessario qualcosa di sfavorevole nei lila delle gopi, Yogamaya organizza ogni cosa, induce le gopi a pensare “Io sono Krsna”, in modo che possano compiere tutti questi passatempi.


Continua...
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La parola “vegetariano”, impiegata per la prima volta dai fondatori della “Società Vegetariana Britannica” nel 1842, proviene dalla parola latina “Vegetus”, che significa “integro, sano, fresco e vigoroso”, così come la parola “Homo Vegetus” vuole indicare una persona mentalmente e fisicamente vigorosa. Il significato originale della parola implica una filosofia equilibrata e un senso morale di vita, molto più di una dieta di frutta e cereali. Nel 1961 il periodico dell’”Associazione Medica Americana” scrisse: “Il 90% delle malattie cardiache possono essere prevenute con una dieta vegetariana”. Da allora è noto scientificamente che dopo il tabacco e l’alcol, il consumo di carne è la maggior causa di mortalità nell’Europa occidentale, Stati Uniti, Australia e altre regioni del mondo. Duecentoquattordici scienziati realizzarono una ricerca in ventitré paesi dimostrando, quasi all’unanimità, l’esistenza di una relazione tra la dieta, il livello di colesterolo e le malattie del cuore. Sci

Chi siamo

  VRINDA PARIVAR è una istituzione nata con l’obiettivo di risvegliare la coscienza di ogni individuo. Riunisce tutti coloro che si sentono ispirati da un’ideale ecologico-umanitario-spirituale e dal misticismo del nostro divino essere interiore. Per tale motivo invita a partecipare chiunque ne condivida la missione, gli obiettivi e le mete. I membri presenti si compromettono nell’appoggiare in forma morale, spirituale e materiale le seguenti mete e progetti qui presentati: -          Proclamare una coscienza di vita semplice e pensiero elevato -          Cercare di creare una coscienza vegetariana con il fine di stabilire una società libera da una violenza non necessaria contro i nostri fratelli minori, gli animali. -          Creare infrastrutture e preparare individui che aiutino a purificare e sanare la società, ispirandola ad acquisire valori superiori. -          Divulgare un tipo di educazione basata su valori spirituali universali. -          Aiutare ad eliminare pregiudizio e

Cos'è Vrinda?

VRINDA è un Istituto per l'armonia e l'amore universale, fondato nel 1984 da Srila Guru Maharaj Bhakti Aloka Paramadvaiti Swami. Dopo la partenza da questo mondo del suo Maestro Spirituale Srila A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, il nostro Guru Maharaj Srila B. A. Paramadvaiti Swami ha continuato con fede la missione del suo Maestro e ha istituito nel 1984 la famiglia VRINDA a Vrindavan – India. Oggi VRINDA ha centri in Colombia, Cile, Ecuador, Perù, Argentina, Bolivia, Uruguay, Brasile, Panama, Costa Rica e altri paesi del Centro, Nord America e Europa. VRINDA rappresenta l'ex Scuola Iniziatica dell'India chiamata "Brahma Gaudiya Sampradaya" che ha più di 5.000 anni di esistenza sulla terra. Attraverso i suoi fondatori e i suoi rappresentanti, molte persone in tutto il mondo si sono entusiasmate della missione e si sono rapidamente formati centri affiliati cercando di creare un'integrazione globale sotto i precetti dell'Armonia Universale del Bhakti